THE WATERMILL CENTER
Amicizia e stima hanno unito Carla Fendi e Maria Teresa Venturini Fendi al geniale artista americano Robert Wilson. Poliedrico e visionario, regista, drammaturgo, coreografo, performer, ma anche pittore, scultore, video artist, light and sound designer, con il suo lavoro a cavallo delle arti Wilson ha rivoluzionato il mondo del teatro. Ancora sconosciuto, fu invitato da Giancarlo Menotti al Festival di Spoleto nel lontano 1974, a cui poi partecipò molte volte nel corso della sua carriera con produzioni sempre caratterizzate da uno straordinario approccio sperimentale ed estetico all’arte.
Il suo debutto al Teatro Caio Melisso (oggi intitolato anche alla memoria di Carla Fendi) fu con A Letter for Queen Victoria, un’opera di avanguardia radicale con un’ambientazione scenografica e musicale minimalista che metteva in scena testi “nonsense” di Christopher Knowles.
BOB WILSON E IL FESTIVAL DI SPOLETO
A Spoleto è nato quindi il legame di affetto e ammirazione che Carla Fendi ebbe con l’artista, al quale volle assegnare il premio Carla Fendi 2012. Maria Teresa Venturini Fendi ha proseguito questo rapporto sostenendo attraverso la Fondazione il grande lavoro di formazione di nuovi talenti che Wilson ha portato avanti per tutta la sua carriera con The Watermill Center, l’hub da lui fondato nei primi anni ’90 a Long Island per promuovere eventi performativi e offrire residenze per artisti.
Oltre ad aver contribuito in alcune occasioni ad iniziative destinate ad arricchire e preservare i giardini del centro, la Fondazione alla scomparsa dell'artista ha destinato a The Watermill il premio Carla Fendi 2026, nel corso di uno speciale tributo a cui hanno partecipato il nuovo Direttore Artistico del centro, Charles Chemin, l’attrice spesso partner artistica Isabella Rossellini, e lo scrittore Antonio Monda. (foto Fondazione Carla Fendi)
GLI SPAZI
Casa ma anche laboratorio interdisciplinare e luogo di dialogo aperto ad artisti di tutto il mondo, The Watermill Center preserva l’eredità professionale e umana di Wilson, che acquistò l’edificio originario nel 1992 e lo ristrutturò nel corso degli anni, lavorando spesso con gli artisti che lo frequentavano, tra cui lo stesso Chemin, coinvolto nelle attività artistiche del suo mentore fin da giovanissimo.
Oggi il centro è un incubatore che ha lo scopo di favorire la collaborazione e il lavoro collettivo tra artisti supportandoli nelle varie fasi della loro carriera. Ospita la collezione di oltre 8.000 opere d’arte e manufatti di Wilson, una biblioteca di ricerca, studi e spazi abitativi e gli archivi dell’artista. Nessuna separazione tra studio e galleria, tra spazi abitativi e lavorativi, sui suoi dieci acri di terreno gli artisti in residenza interagiscono con i vari paesaggi come parte integrante del loro lavoro, circondati da un ambiente naturale con aree boschive, vedute paesaggistiche e giardini fioriti, tra sculture, manufatti culturali e installazioni artistiche.
RESIDENZE E SUMMER FESTIVAL
Dal 2006 il centro offre residenze annuali per artisti, oltre ad una serie di workshops, borse di studio e programmi educativi. Sin dagli esordi ospita l'International Summer Program, che per volere di Wilson è passato oggi alla direzione artistica di Charles Chemin. Ogni anno, tra luglio e agosto, un gruppo eterogeneo di circa 60-100 artisti selezionati dal centro e provenienti da oltre 30 paesi si riunisce nella sede di The Watermill in un evento collettivo gratuito sia per gli artisti e che per il pubblico delle comunità locali. Il programma prevede che gli artisti passino l’intera giornata, dal mattino alla sera dopo cena, consumando insieme i pasti e lavorando sul proprio progetto in interazione con altri artisti.
Come voluto da Wilson e riaffermato da Chemin, Il Summer Program offre un'opportunità unica per contaminare e arricchire la propria ricerca artistica, approfondendo le metodologie performative e il significato dell'essere un artista globale. (Foto: courtesy of The Watermill Center)