GENESI E APOCALISSE
L'INIZIO E IL COMPIMENTO
30 GIUGNO - 16 LUGLIO 2017
EX BATTISTERO DELLA MANNA D'ORO | MUSEO CIVICO - SPOLETO
La Fondazione Carla Fendi ha realizzato Genesi - Apocalisse, L’Inizio e il Compimento, progetto a cura di Quirino Conti, per Spoleto60 Festival dei Due Mondi. In Genesi l’origine del mondo è stata ricreata in una videoinstallazione di Sandro Chia, mentre in Apocalisse Saskia Boddeke©Peter Greenenaway hanno dato un’interpretazione della fine legata al concetto di rinascita e universalità dei diritti umani. Ha preceduto le inaugurazioni un incontro sul tema tenutosi al Teatro Caio Melisso Carla Fendi.
GENESI 2017
DI SANDRO CHIA
Genesi 2017 è il titolo della videoinstallazione che Sandro Chia ha realizzato sulla volta dell’ex Battistero della Manna d’Oro, per ricreare una immaginifica Genesi attraverso il susseguirsi di immagini pittoriche che si dissolvono in rapidi passaggi l’una nell’altra, come metafora visiva della continua dissoluzione e rinascita nel ciclo dell’infinito. Una Genesi che riprende l’immagine biblica della Bereshit, Il Principio, in cui il caos primordiale viene ordinato dal soffio dello Spirito divino. Sulla volta della Manna d’Oro, come nell’evocazione di una nuova cappella Sistina, si dispiegano le immagini, ripartite nella classica geometria della cupola tra le spartizioni delle vele e il nastro di un fregio. La narrazione di Chia racconta l’inizio del cosmo generatosi dal magma dell’indefinito: l’evoluzione del Creato e il destino degli Astri, delle Lune e delle miriadi di Soli che furono sparsi nel caos, in un rinnovarsi che tende a non esaurirsi mai come il Big Bang, che con la sua eco incessante continua a riverberare con l’espandersi dell’universo.
APOCALISSE
Negli spazi dell’ex Museo Civico, Saskia Boddeke©Peter Greenenaway hanno allestito Apocalisse, un’installazione che metaforicamente esplora il senso della fine del mondo, focalizzandosi in modo non religioso sull’idea di rinascita e naturale aspirazione dell’uomo verso il bene. Tradizionalmente, il Male viene rappresentato dai Quattro Cavalieri dell’Apocalisse che simboleggiano i dolori della malattia o delle pestilenze, della fame o della carestia, della violenza o della guerra. L’Apocalisse è un’entità escatologica distruttrice, che può però essere sconfitta. Nell’opera viene rappresentata attraverso la lotta dell’umanità per il diritto a vivere in un mondo di pace confortato dalla Speranza. Nell’installazione i quattro cavalieri galleggiano in una valle di lacrime, ricreata dall’acqua che riempie l’intero spazio e che simboleggia il dolore dell’umanità, fra valigie intinte del sangue delle guerre, lacci che violano la libertà e un pugno di sale come unica risorsa dopo una lunga carestia. Camminando sulla passerella che, sospesa sull’acqua gli permette di addentrarsi nei vari ambienti, il visitatore si confronta con i quattro cavalieri attraverso musica, video, suoni e persino l’odore di una metaforica stalla infernale, per giungere infine all'ultima stanza dove trova la quiete della Speranza, creatura del bene a dell'amore.
Peter Greenway
"H is for Horse, H is for Hope" spiega Greenway. "La Speranza scaturisce dall’aspirazione dell'uomo verso la pace e l’amicizia. L’umanità si nutre di speranze ed è per questo che sopravvive".
Le due installazioni sono state precedute da un’unica performance introduttiva. Sul palcoscenico del Teatro Caio Melisso Carla Fendi, Massimo Cacciari e Erri De Luca hanno dialogato sulla sostanza di questa doppia esperienza, legati da un file rouge condotto dalla storica dell’arte Lea Mattarella e intervallati da momenti musicali di forte spiritualità affidati alla voce solista di Raiz, alla virtuosità di Giovanni Sollima e ai canti di Divna.