EPHEMERIS DI GIUSEPPE PENONE
26 GIUGNO- 02 AGOSTO 2026 | SPOLETO69 FESTIVAL DEI DUE MONDI
I sette video presentati dalla Fondazione Carla Fendi all’interno dell'ex battistero della Manna d’Oro a Spoleto fanno parte del ciclo Epheměris di Giuseppe Penone. La mostra, a cura di Saverio Verini, Direttore dei Musei Civici di Spoleto e del Museo di Palazzo Collicola, è stata realizzata in collaborazione con lo Studio Penone e Gagosian ed è in stretta connessione con Radici, il tema ispiratore della 69a edizione del Festival dei Due Mondi, che ha voluto rendere un particolare omaggio all'artista. Il termine "epheměris" (giornaliero) deriva dal greco e storicamente si riferisce a diari o tabelle che registrano eventi variabili nel tempo, suggerendo un senso di transitorietà ispirato dalle azioni elementari compiute dall’artista, come raccogliere acqua, dividere l'argilla o lasciare impronte. Accompagnati dai suoni di fondo del suo lavoro in studio o all’aperto – il fruscio di foglie, il ronzio di insetti – i video di Epheměris mettono in luce una parte meno nota della produzione di Penone, ricontestualizzando la genesi delle sue opere nel particolare ambiente della Manna d’Oro.
(Epheměris - Foglia-impronta; Epheměris - Coccio; Epheměris - Verde del bosco; Epheměris - Palpebra; Epheměris - Impronta; Epheměris - Vaso; Epheměris - Malevič)| Video: courtesy Archivio Giuseppe Penone)
«Sin dalla fine degli anni Sessanta, la pratica di Giuseppe Penone si concentra sulla dialettica tra essere umano e natura. Una relazione viscerale, che passa per un contatto stretto con le materie prime del suo fare arte: alberi, piante, foglie, terra, acqua. Sono questi gli elementi con i quali Penone interagisce. Nei video di Epheměris vediamo l’artista cimentarsi in gesti minimi, in cui l’azione fisica sulla materia “libera l’anima delle cose”, rivolgendo l’attenzione non all’opera finita, ma al processo artistico. Ephemĕris va all’essenza della poetica di Penone, di quella grammatica di azioni e comportamenti da cui nascono le sue opere: il contatto tra la mano e la materia, il rapporto profondo con gli elementi vegetali, l’impronta e la pelle, il passaggio da liquido a solido, l’influenza reciproca tra uomo ed elementi naturali. Le azioni raccontano dell’importanza straordinaria che per l’artista riveste l’esperienza diretta dei luoghi, dei materiali, del fare. I video della serie possono essere letti quasi come delle “confessioni” con le quali Penone ci porta alla radice della propria creazione, suggestione alimentata dalla sacralità e dal senso di raccoglimento suggeriti dal battistero. La scelta delle opere e l’allestimento della mostra nascono proprio in dialogo con l’architettura del luogo, a testimonianza dell’attenzione che l’artista rivolge ai contesti in cui espone.» (S.Verini)
Ephemĕris è anche un’estensione di Anafora, la mostra di Giuseppe Penone, prodotta e realizzata dal Festival dei Due Mondi con la collaborazione dei Musei Civici di Spoleto. La Fondazione Carla Fendi, da tempo main partner del Festival, ha voluto sostenere con un suo contributo anche questo progetto, allestito a cura di Saverio Verini negli spazi del Museo di Palazzo Collicola.
Le opere di Anafora costituiscono una selezione altamente rappresentativa della poetica di Penone e hanno dato una lettura inedita degli ambienti del Piano Nobile di Palazzo Collicola, entrando in relazione con gli spazi e sottolineandone le qualità architettoniche. Dal Salone d’onore il persorso espositivo accoglie i visitatori con Albero di 11 metri, opera appartenente alla serie degli “alberi scortecciati” che l’artista, partendo da un’enorme trave successivamente divisa in due parti, ha scavato manualmente alla maniera di un tarlo, riportando alla luce il tronco “sepolto” al suo interno.
L’opera è l’ideale introduzione ad un giardino di sculture allestite nella Galleria, un lungo ambiente con le pareti decorate da elementi vegetali. In corrispondenza di ognuna delle finestre che si aprono sul cortile interno del palazzo e sul paesaggio circostante, sette opere instaurano una relazione tra l’interno e l’esterno dello spazio creando un ritmo, una cadenza suggerita dal titolo dell’intero progetto espositivo, Anafora. L’albero è sempre il soggetto principale, ma tradotto in bronzo, con le sue ossidazioni dovute al tempo, diventa emblema di transitorietà e possibilità di trasformazione.
(Anafora- Albero di 11 metri; Anafora - Struttura del tempo; Anafora - Dafne; Anafora - Zona d’ombra; Anafora- Indistinti confini Rhenus; Anafora - Trattenere 8 anni di crescita; Anafora - Negazione; Anafora - Albero e Gesto)
A completare l’omaggio reso a Penone con diversi linguaggi espressivi, Il Festival dei Due Mondi ha collocato a piazza Pianciani, nel cuore del centro storico, la monumentale scultura Le foglie delle radici, per tutta la durata della rassegna testimonianza en plein air dell’inconfondibile poetica dell’artista e immagine utilizzata come manifesto di questa edizione.
Le foglie delle radici