TRIBUTO A ROBERT WILSON - TALK
La Fondazione Carla Fendi ha reso omaggio a Robert Wilson con un tributo che ha evocato memorie legate a Spoleto e alla storia del Festival dei Due Mondi, a cui l'artista avrebbe dovuto partecipare ancora una volta con due progetti, uno dei quali prodotto dalla Fondazione. Arrivato per la prima volta a Spoleto nel 1974, invitato da Menotti ma ancora semi-sconosciuto, Wilson è tornato da protagonista per un decennio per produzioni indimenticabili. Wilson ha lasciato un segno indelebile, cementato da un legame personale di amicizia prima con Carla Fendi e poi con Maria Teresa Venturini Fendi, con cui ha condiviso anche l'interesse per le connessioni tra arte e scienza.
Il nuovo Direttore Artistico di The Watermill Center, Charles Chemin, e l'attrice Isabella Rossellini, hanno celebrato in questo talk l'eredità artistica di Robert Wilson. A moderare Antonio Monda, scrittore e docente presso la New York University.
(Charles Chemin, Antonio Monda, Isabella Rossellini)
1. HAVE YOU BEEN HERE BEFORE 2. NO THIS IS THE FIRST TIME ripropone il titolo che Robert Wilson aveva scelto per un evento da realizzare con il contributo della Fondazione Carla Fendi, la sua prima lecture/performance al CERN, il più grande centro di ricerca al mondo sulla fisica delle particelle.
Nel lavoro di Wilson la scienza è stata spesso connessa a grandi installazioni ambientali o al legame tra matematica e musica. Su questi temi sarebbe stata incentrata la sua lecture da tenersi nell'auditorium del nuovo Science Gateway di Renzo Piano (innovativo hub di divulgazione scientifica realizzato anche con il contributo della Fondazione). Un evento fortemente voluto dall'artista, rimasto irrealizzato per la sua inaspettata scomparsa, ma che la Fondazione ha voluto ricordare. A colmare il vuoto restano le sue opere e l'eredità di The Watermill Center, il laboratorio per le arti e le scienze umane da lui fondato nel 1992, a cui è stato conferito il Premio Carla Fendi STEAM 2026.
THE WATERMILL CENTER
Grazie al contributo di Charles Chemin l'evento è stato arricchito da foto e testimonianze video che hanno riproposto frammenti di alcune delle più memorabili produzioni realizzate da Wilson per il Festival e rare immagini d'archivio dell'artista legate a The Watermill Center. Il regista e drammaturgo franco-americano, prima allievo e poi co-regista di oltre venti produzioni di Wilson e da lui designato a succedergli come Direttore Artistico del centro, ha condiviso vari aneddoti, maturati in un rapporto quasi filiale che lo ha legato a Wilson per quarantadue anni, trentadue di collaborazione professionale, partita, si può dire, fin dalla più tenera infanzia.
Wilson «abbaiava al telefono» ha raccontato scherzosamente Chemin «chiamando i miei genitori quando ancora io non sapevo parlare, e io rispondevo abbaiando a mia volta. Questa comunicazione non verbale era puro gioco e fuga dalla razionalità.» Un gioco diventato una pratica comune del loro modo di interagire lavorando e comunicando anche con lo sguardo o il silenzio, una modalità carica di significato che Wilson usava molto con i suoi collaboratori e con cui Chemin si è misurato prima da giovanissimo come attore sul palco, poi come assistente alla regia e infine co-regista delle opere dell'artista, che tuttora continua a portare nei teatri di tutto il mondo.
Isabella Rossellini, amica, sostenitrice e spesso partner artistica di Wilson, di cui ha condiviso una visione avanguardistica dell’arte e del teatro, ha ricordato il loro primo incontro. «La prima impressione che ebbi di Bob fu “Che bell’uomo!" Poi sono rimasta colpita dalla sua gentilezza. Un perfetto gentiluomo. Era così alla mano che ho osato dirgli: "Non capisco il tuo spettacolo". Lui ha risposto: "Nemmeno io. Se dovessi capirlo, perché farlo?". E con una sola frase mi ha liberata dal vincolo della razionalità, della logica e della narrazione.» L'attrice, protagonista tra le altre cose di uno dei VOOM video portraits che Wilson portò ad una passata edizione del Festival di Spoleto, ha rievocato la sua partecipazione, poco prima della scomparsa dell'artista, al Summer Festival che The Watermill Center organizza ogni anno.
Come ha sottolineato Maria Teresa Venturini Fendi a commento dell'evento, rievocando passate conversazioni con Wilson, il suo universo artistico era fatto di visioni avanguardistiche totalmente libere, ma anche maniacalmente definite: «Partiva sempre da un’immagine, mentale o reale: un suo schizzo sintetizzava pensieri molto complessi e inaspettate connessioni con la matematica e la scienza. Una volta sulla tovaglia di carta di un bistrot tracciò con pochi tratti lo schema matematico di come aveva concepito Einstein on the Beach. Il suo processo creativo rigoroso, ma totalmente privo di vincoli, era parte integrante delle sue opere, ed è stato bello poterlo raccontare.»