MITI E TRASFIGURAZIONI

01 LUGLIO - 15 LUGLIO 2018
ARMERIA LUCREZIA BORGIA, EX MUSEO CIVICO - SPOLETO

Miti e Trasfigurazioni è una delle due mostre che la Fondazione Carla Fendi ha creato nell’ambito del progetto Il Mistero dell’Origine. L’installazione è stata realizzata a cura di Quirino Conti, con la consulenza scientifica di Marco Galli e Laura Giuliano. Oriente e Occidente, incontrandosi un millennio fa, attraverso contesti culturali anche filosoficamente antitetici hanno saputo generare un patrimonio universale di conoscenza umana legata al bisogno inesauribile di spiritualità e razionalità, misticismo e materialismo. Allestita come una caverna atemporale, l’installazione evoca il mito della caverna di Platone, ma anche l’idea del “Passaggio” legata al pensiero indiano, secondo la quale il Principio supremo risplende nelle segrete tenebre della grotta. In questo ambiente sono stati esposti antichi scisti orientali (II-IV sec. d.C.) appartenenti all’arte del Gandhāra (attuali aree del Pakistan settentrionale e dell’Afghanistan orientale), con preziosi Buddha e Bodhisattva in meditazione, provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci (ora Museo delle Civiltà) di Roma e da quelle del MAO (Museo di Arte Orientale) di Torino.

LOGOS E NIRVANA

Queste testimonianze di arte mistica orientale sono state accostate a marmi classici occidentali di epoca greco-romana (II sec. d.C.), provenienti dalle raccolte delle Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Parco Archeologico del Colosseo, Centrale Montemartini, in cui sono rappresentati soggetti peculiari della cultura greco-romana: il dionisismo, la religione apollinea, i culti salvifici del sacrificio mitriaco, gli esponenti del pensiero razionale, come il ritratto di Socrate. Le immagini classiche e gandhariche presentano al visitatore due percorsi del pensiero umano nel mondo antico, tra logos e nirvāna, facendo emergere complesse reciproche influenze.

 

KARMA E KOSMOS

Nella cosmologia buddista il tempo ha una concezione ciclica di infinita alternanza tra nascita e morte a cui ogni essere è legato dalla legge del karma. La simbologia della grotta fa riferimento all’infinito e la sacralità del Buddha è spesso rappresentata dal contorno di luce che il Maestro emana o dalle fiamme che sprigionano dalle sue spalle.

Nel mondo greco, fin dalle cosmogonie più arcaiche, prevale il tentativo di creare su base razionale una visione coerente tra mondo fisico e mondo divino. Il mito approda al fondamento scientifico come forma originaria di pensiero, giungendo a concepire l’universo come kosmos, un sé ordinato. Nonostante le diversità, proprio la riflessione su queste diverse interpretazioni delle origini rivela molteplici parallelismi ed echi di interazioni. La rappresentazione del Buddha gandharico denota influssi indiani, iranici, centroasiatici, ma anche influenze ellenistico-romane derivanti dalla lunga presenza dei Greci in queste aree di frontiera, come il drappeggio della veste che rimanda alla figura del filosofo togato o coperto dallo himation greco.

MITHRA

Un altro esempio di condivisione è il culto mitraico peculiare del mondo persiano e greco-romano. Maitreya, il Buddha del Futuro, ha un nome che ricorda il Mithra iranico assimilato al Sol Invictus romano e la rappresentazione del Buddha circondato da fiamme e meditante in una grotta è stata paragonata ai rilievi romani che raffigurano la tauroctonia di Mithra, divinità connessa con il Sole, nell’atto di sacrificare il toro cosmico da cui nasceranno le api, metafora della nascita delle anime. Mithra è collocato in una grotta, sulla cui volta è rappresentato il cielo con lo zodiaco, simbolo dell’universo, analogamente alla rappresentazione dell’universo del buddismo gandharico. L’elemento della luce esprime inoltre il comune valore universale dell’Illuminazione, il Principio Luminoso che sconfigge le tenebre, condivisa nei primi secoli dell'era cristiana da varie popolazioni del continente eurasiatico e connessa all’idea di un Salvatore. Dopo aver aggrappato alle stelle ogni speranza, per millenni si è cercato di scorgervi figure e creature di un mondo diversamente potente e migliore, fino a quando la conoscenza non ha iniziato a svelarne la natura, ma mai i segreti.

 

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