NEURAL MIRROR
30 GIUGNO 2019 - 14 LUGLIO 2019
EX BATTISTERO DELLA MANNA D'ORO - SPOLETO
Un’installazione immersiva prodotta dalla Fondazione Carla Fendi in occasione di Spoleto62 Festival dei Due Mondi e progettata dallo studio di interaction design Ultravioletto è stata presentata nello spazio nell’ex Battistero della Manna d’Oro. Il visitatore diventa un flusso di informazioni interpretato dall’AI, che ne rielabora l’immagine in tempo reale trasformandola in un Alter Ego digitale. La mente umana è una macchina meravigliosamente complessa, cento miliardi di neuroni interconnessi tra loro attraverso una miriade di contatti, una complessità che l’evoluzione delle Intelligenze Artificiali mira a raggiungere con lo stesso livello di perfezione. La percezione è uno degli aspetti fondanti nell’ambito di ricerca dell’interazione uomo-robot, attraverso cui diventa possibile comprendere il nostro mondo. Le AI sanno percepire l’ambiente che le circonda, decodificare le emozioni e riconoscere le generalità delle persone che si trovano nel loro raggio d’azione.
In un ambiente immersivo e contemplativo, l'installazione Neural Mirror progettata dallo studio di interaction design Ultravioletto, viene percepita inizialmente come un insieme di totem specchianti, grazie a una particolare pellicola che ricopre gli schermi. Posto di fronte allo specchio, il riflesso della persona si oscura e l’immagine del visitatore lascia presto spazio a effimere nuvole di punti color arcobaleno, generate dall'intelligenza artificiale tramite un algoritmo di riconoscimento facciale, che scansiona e interpreta la figura umana, rendendo la sua visualizzazione da parte dell'IA co-creatrice dell'installazione. Il corpo è ora un’immagine composta da un flusso di dati: sesso, riferimenti demografici, stato emozionale, attraverso due grandi plotter alti 4 metri e mezzo prendono forma e significato diventando informazioni trascritte a ciclo continuo su un rullo di carta, che si accumula nelle nicchie della chiesa, rendendo tangibile il volume dei dati stampati dalle macchine, simili a “scribi computerizzati”. I dati compongono una sorta di identikit fisico ed emozionale, come singole stringhe di codice, e vengono così immessi nel grande flusso della rete, ma in modo ben definito e visibile dal visitatore, che può comprenderli in tempo reale nella loro interpretazione artistica.