L'INGANNO DEL BAROCCO

9-10 LUGLIO 2016
CHIOSTRO DI SAN'T EUFEMIA | TEATRO CAIO MELISSO CARLA FENDI - SPOLETO

Un percorso nella modernità del Barocco, ovvero nel mondo della meraviglia, dell’inganno e di mutevoli cangianze che lo rendono sorprendentemente affine al linguaggio artistico contemporaneo. Un evento in due tempi realizzato dalla Fondazione Carla Fendi in occasione di Spoleto59 Festival dei  Due Mondi, a cura di Quirino Conti. Gli inganni, l’ambiguità e la fascinazione sono peculiarità del Barocco, talvolta minate dal sospetto di superficialità ed eccesso di invasione dello spazio artistico, ma sempre capaci di suggestioni da reinterpretare in momenti performativi.

 

IL VESPRO DELLA BEATA VERGINE

Il Vespro della Beata Vergine, capolavoro di Claudio Monteverdi composto nel 1610, è stato messo in scena con la direzione del Maestro Rinaldo Alessandrini, il più illustre custode della tradizione musicale barocca. Un lavoro monumentale per dieci voci, due cori misti e orchestra è stato eseguito con i criteri imposti negli ultimi anni nell’interpretazione della musica antica e del repertorio madrigalistico e monteverdiano

CANGIANZE - I PUERI CANTORES

Cangianze ha rappresentato alcuni aspetti della mutevolezza del Barocco attraverso tre diversi momenti di coralità, danza e canto.Il primo è stato incarnato dalle voci indefinibili e sfuggenti dei Pueri Cantores della Cappella Sistina, che nel corso di quindici secoli hanno tenuto viva una tradizione che valorizza un patrimonio musicale unico nel suo genere. In questa performance il coro ha dialogato con i versi del poeta Giuseppe Manfridi su musica di Samuel Barber.

 

CANGIANZE - ESCUELA NACIONAL DE BALLET DE CUBA

Il secondo momento è stato affidato alla Escuela Nacional de Ballet di Cuba, che rappresenta il meglio delle tradizioni accademiche europee e americane declinato con la vitalità e la musicalità tipiche della Isla Grande. La coreografia da Balanchine è stata eseguita sulla musica di Giovan Battista Lully in un’esecuzione sorprendente per tecnica e variazioni formali. Compositore e musico del Re Sole, Lully è stato l’ambiguità fatta persona: non era francese, ma fiorentino, nato Giovanni Battista Lulli, e nel diventare più francese dei francesi ha composto musica che è l’emblema della continua cangianza, tanto mutevole da risultare imprendibile e mai circoscrivibile in un’unica percezione. I danzatori cubani sono tre gemelli che si assomigliano come gocce d’acqua e creano l’illusione dell’identità, ma non sono uguali: la loro versatilità ha alimentato l’inganno della musica barocca.

 

CANGIANZE - Max Emanuel Cenčic e Il Pomo d'Oro

Infine, l’esplorazione dell’anomalo e del diseguale è culminata con la voce del controtenore Max Emanuel Cenčic, accompagnato dal complesso barocco Il Pomo d’Oro. Refrattaria a qualunque collocazione di genere, in quel suono indefinibile che fu la meraviglia tra 1600' e 1700', sorprendentemente vicina alle più spericolate esperienze del contemporaneo e del pop, la performance di Cenčic si pone ai limiti estremi della coscienza barocca: la voce femminile per antonomasia prodotta da un uomo, che ne esalta le caratteristiche peculiari trascinandola oltre se stessa.

 

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