RESTAURO DEL TEATRO CAIO MELISSO
09 MARZO 2010 - 13 LUGLIO 2015
TEATRO CAIO MELISSO CARLA FENDI - SPOLETO
Arrivato ai giorni nostri dopo innumerevoli vicende storiche e protagonista di tanti eventi del Festival di Spoleto, all’inizio degli anni 2000 il Teatro Caio Melisso mostrava i segni di un necessario e approfondito restauro. Carla Fendi nel 2010 ha preso allora le redini di un coraggioso progetto di ripristino e adeguamento tecnico del teatro, realizzato in collaborazione con il Comune di Spoleto e la Soprintendenza per i Beni Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria, sotto la direzione del prof. Carlo Savi, consulente artistico della Fondazione, e in seguito con la direzione artistica dell’architetto Cesare Rovatti. Questo progetto ha contribuito significativamente a consolidare il legame profondo che sin dai tempi di Giancarlo Menotti legava Carla Fendi alla città di Spoleto e al suo festival.
IL RESTAURO
L’impresa è il risultato di una sinergia tra pubblico e privato che ha permesso di realizzare un progetto basato su un approfondito lavoro di ricerca storica e filologica. Dopo i primi due anni assorbiti dalla definizione degli aspetti burocratici, il restauro è stato portato a termine nel 2015 da maestranze locali. Carla Fendi ha seguito con grande coinvolgimento e interesse le varie fasi del progetto, manifestando il suo apprezzamento sia per il valore artistico delle opere che per l’abilità tecnica degli artigiani che le hanno via via riportate alla loro originaria bellezza.
Nelle sue varie tappe il restauro ha ripristinato il foyer, l’atrio e la biglietteria (2011), il sipario originale del 1879 con l’Apoteosi di Caio Melisso, il fondale della Camera Ricca - del pittore Domenico Bruschi - anch’essa del 1879 su progetto di Giovanni Montiroli - che con le sue quinte e mantovane costituisce una suggestiva ambientazione del palcoscenico, anch’essa del 1879 su progetto di Giovanni Montiroli (2012), il Palco Reale e Salotto di Rappresentanza retrostante, le mantovane (2013), i fregi di prospetto e la buca d’orchestra, il corredo generico di quinte, soffitti e fondali, il panno oscurante (2014), la platea e le poltroncine, il palcoscenico, gli impianti scenici, e infine le strutture logistiche e i servizi (2015).
Sorprendenti Evoluzioni
Durante Spoleto58 Festival dei Due Mondi e a conclusione dell’ultima tappa del suo quinquennale restauro, il teatro Caio Melisso Carla Fendi è stato restituito alla città nel suo originario splendore, celebrato anche con un evento speciale della Fondazione messo in scena nella giornata terminale del festival.
Tra i fregi restituiti alla loro integrità e i fantastici scenari tornati all’originale, si è esibita la compagnia di acrobati aerei della Reale Società di Ginnastica di Torino (RSGT) in Sorprendenti Evoluzioni, performance di straordinaria suggestione visiva su coreografie di Alexandre del Perugia.La RSGT è una delle più antiche società sportive d’Italia, fondata a metà dell’‘800, e ha svolto un ruolo importante non solo nello sport e nella diffusione dell'educazione fisica nel XIX secolo, ma anche nello sviluppo delle arti circensi. L’evento si è chiuso con la ribalta dedicata ai protagonisti del pluriennale lavoro di restauro, che affacciati dai palchetti del teatro hanno raccolto l’applauso del pubblico.
Gli spoletini amano il teatro fin dall’antichità. Lo "stanzone per le commedie", tra il Duomo e la chiesa della Manna d’Oro, era l'edificio che ospitava le rappresentazioni teatrali. Alla fine del ‘600 la città si era dotata di un teatro vero, una struttura lignea con quattro ordini di palchetti, dove venivano rappresentate le opere di molti commediografi spoletini del tempo. Il "Nobile Teatro", uno dei più antichi in Italia, tra alterne e travagliate fortune fu più volte rinnovato e si arricchì nel tempo di elementi decorativi e ambientazioni sceniche. Fino a quando, all’inizio dell’800, artigiani fiorentini mai meglio identificati lo spogliarono delle sue raffinate decorazioni e lo impoverirono al punto che alcuni spoletini ne avrebbero preferito la distruzione. L’apertura nella metà dell’800 del Teatro Nuovo fu un altro duro colpo per il Nobile che a quel punto fu abbandonato.
Poi però la rinascita: il comune di Spoleto qualche anno dopo diede inizio a un grande lavoro di restauro, completato nel 1880 dall’architetto Giovanni Montiroli, con nuove decorazioni, fregi e un nuovo nome: Teatro Caio Melisso, un tributo al commediografo, amico di Mecenate e bibliotecario di Augusto, nato a Spoleto. Nell’Italia impoverita del dopoguerra, il teatro conobbe un altro momento di oblio e fu declassato a sala cinematografica. Ma arrivò Menotti a riportarlo alla sua funzione originaria quando creò il suo Festival dei Due Mondi portando a Spoleto cultura e glamour. Oggi oltre agli spettacoli legati al Festival dei Due Mondi, il Teatro Caio Melisso Carla Fendi prosegue la tradizione, ospitando anche una parte della stagione teatrale spoletina, spettacoli di compagnie locali ed eventi vari.