PERCORSO DI UN RESTAURO

01 LUGLIO 2012
EX BATTISTERO DELLA MANNA D'ORO - SPOLETO

Con un evento di Theatre Minute e una mostra, il pubblico del Festival dei Due Mondi torna ad ammirare il sipario storico del Teatro Caio Melisso raffigurante L'Apoteosi di Caio Melisso e la cosiddetta "Camera Ricca", che con le sue quinte, mantovane e fondali arricchisce l’ambientazione del palcoscenico. Una tappa importante dell’opera di restauro che a partire dal 2010 la Fondazione Carla Fendi ha intrapreso per riportare lo storico teatro alla funzionalità e magnificenza originarie. Amica di lunga data di Giancarlo Menotti, assidua frequentatrice del Festival dei Due Mondi e amante del teatro, Carla Fendi ha deciso di intervenire con il supporto finanziario della sua Fondazione nell’opera di restauro del Teatro Caio Melisso, resasi necessaria agli inizi degli anni 2000. La Fondazione ha finalizzato un accordo con il Comune di Spoleto per la completa ristrutturazione del teatro secondo un progetto che ha previsto opere di miglioramento degli impianti, messa in sicurezza della buca dell’orchestra e restauro delle decorazioni, dei sipari e delle quinte storiche. Il nome di Carla Fendi è stato aggiunto a quello originario del teatro in omaggio alla sua mecenate.

THEATRE MINUTE

Theatre Minute, spettacolo di musica e prosa a cura di Quirino Conti, ha quindi permesso al pubblico di Spoleto58 Festival dei due Mondi di tornare ad ammirare il sipario dell’Apoteosi di Caio Melisso e la complessa scenografia della "Camera Ricca", vanto del teatro. Philippe Daverio ha impersonato il narratore, Peppe Barra si è esibito ne La Maschera con un costume disegnato Piero Tosi, mentre Paolo del Vecchio alla chitarra e Massimiliano Sacchi ai fiati sono saliti sul palcoscenico con la consulenza musicale di Alessio Vlad.  Di origine tardo secentesca, il teatro Caio Melisso ha attraversato nei secoli molte vicissitudini ed è giunto a noi nel suo attuale aspetto ottocentesco grazie alla ristrutturazione ad opera di Giovanni Montiroli (1877-1880). Quando, in seguito ad un lungo periodo di abbandono, Giancarlo Menotti lo trovò declassato a cinematografo, per sua volontà venne avviato il ripristino dell’edificio alla sua originaria funzione. Il Maestro nel 1958 fece del Caio Melisso uno dei luoghi protagonisti della prima edizione del suo Festival Dei Due Mondi e l’inaugurazione con il Machbeth di Verdi ne consacrò il ritorno in vita.

MOSTRA DIGITALE

La mostra digitale allestita nell’ex Battistero della Manna d’Oro è una testimonianza della complessità dell’opera di restauro, compiuta da esperti artigiani locali vincitori di un bando pubblico del Comune di Spoleto. Nell’allestimento della mostra niente è stato concepito come corporeo: un fascio di luce irrompe dalla lanterna posta al culmine della cupola, sugli schermi scorrono immagini di spettacoli passati andati in scena nel teatro, mentre le immagini sulle pareti documentano i lavori. Anche il grande libro fotografico, consultabile dal visitatore, è un’installazione virtuale. Già nel 2011 è stata presentata la rimessa a nuovo del foyer del teatro, mentre il lavoro è poi continuato sulla "Camera Ricca", l’articolata scenografia dell’architetto Giovanni Mottironi realizzata intorno al 1874, costituita da quinte multiple che inquadrano il fondale. Questa fuga prospettica tipica della scenografia italiana è rappresentata da una serie di drappeggi con passamanerie dorate, anch’esse soggette a restauro, così come le armature lignee originali. Anche il sipario dell’Apoteosi di Caio Melisso di Domenico Bruschi (1879) raffigurante le Arti e la Poesia, aveva necessità di recuperare l’integrità della superficie pittorica per essere riportato alla sua originaria funzionalità compromessa dall’uso ed è stato restaurato ridando solidità alla tela con interventi di reintelaiatura sulla parte posteriore. 

 

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