Visconti – Proust

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO. SULLE TRACCE DI UN FILM IMMAGINATO

28 GIUGNO - 12 LUGLIO 2015
EX MUSEO CIVICO - SPOLETO

Un percorso di immagini e documenti su quanto il regista Luchino Visconti stava raccogliendo per portare sullo schermo Alla ricerca del tempo perduto di Proust, un film a lungo immaginato, ma mai realizzato. Le due installazioni prodotte dalla Fondazione Carla Fendi per Spoleto58 Festival dei Due Mondi, a cura di Quirino Conti, sono state ispirate dal copione originale messo a disposizione da Caterina D’Amico, responsabile dell’Archivio Visconti presso la Fondazione Istituto Gramsci. Alla vigilia del primo ciak, Visconti decise di non fare il film che più aveva vissuto e desiderato nel corso della vita. À la Recherche du temps perdu di Marcel Proust non vide la luce per una decisione mai motivata, ormai parte delle leggende legate alla storia del cinema. Alle mille domande sulle possibili cause di questa rinuncia ha cercato di dare risposta la doppia installazione prodotta dalla Fondazione Carla Fendi in occasione di Spoleto58 Festival dei due Mondi.

 

LA RECHERCHE

Inizialmente l’interesse per l’Archivio Visconti si era concentrato sulla ricerca di testimonianze del lavoro teatrale del regista. Grazie alla disponibilità della responsabile scientifica dell’Archivio, Caterina D’Amico, quasi inaspettatamente venne rinvenuto un contenitore da cui furono estratte testimonianze preziose e inedite dell’ambizioso progetto viscontiano legato alla Recherche. La consultazione portò alla luce l’intera sceneggiatura redatta da Suso Cecchi D’Amico, madre di Caterina e storica collaboratrice di Visconti, con appunti autografi del regista stesso, gli studi per le acconciature anche delle figure di contorno, la catalogazione di ogni personaggio, descritto in ogni particolare, e addirittura i nomi degli interpreti che Visconti aveva individuato per ognuno di loro: Alain Delon o Dustin Hoffman per interpretare Marcel, Charlotte Rampling per Albertine, Silvana Mangano per la Duchessa di Guermantes, Marlon Brando per Charlus, solo per citarne alcuni.

LA MOSTRA

LUOGHI E PERSONAGGI

La peculiarità e il valore storiografico e artistico del materiale riportato alla luce sono subito apparsi di così alto interesse che è immediatamente nata l’idea di portarlo alla visibilità del pubblico. Sulle pareti dell’ex Battistero della Manna d’Oro sono stati proiettati paesaggi e interni che Visconti aveva studiato per rappresentare quelli presenti nel libro. I luoghi selezionati dal regista hanno riempito le superfici su una colonna sonora ricreata a partire da autori del tempo proustiano. All’interno dell’ex Museo Civico sono stati riuniti invece tutti i personaggi del romanzo, a grandezza naturale e identificati utilizzando le foto d’epoca dello studio Nadar, che erano stati i loro autentici modelli. A completare la suggestione il mare di Balbec, che con onde realistiche si infrangeva su un pavimento di specchi dove poggiavano i piedi le “fanciulle in fiore.”

 

 

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